ITINERA. Mecenatismo e formazione #02_Contrada del Leocorno

ITINERA. Mecenatismo e formazione #02_Contrada del Leocorno

PARTE 1: Residenza Dicembre 2016

Si conclude il secondo ciclo di residenze del 2016 del progetto “ITINERA. Mecenatismo e formazione”, ideato dall’Associazione Fuoricampo insieme all’Associazione Culturing e i partner OdA32 e ActionBrick che lavorano sul territorio, e sostenuto in parte grazie al finanziamento ottenuto dal bando regionale Toscanaincontemporanea2016.
Il programma di residenze si è svolto in due periodi, una estiva (durante il Palio d’Agosto) e una invernale, grazie alla partecipazione della Contrada della Chiocciola e del Leocorno. Un gruppo di artisti internazionali è stato invitato a Siena e coinvolto nello sviluppo di un progetto che declina un’idea di mecenatismo diffuso grazie ad una rinnovata partecipazione delle comunità che animano questa città. Un periodo d’indagine che ha avuto il suo culmine in questa seconda fase in una giornata di approfondimento che si è tenuta in collaborazione con i partner e la Contrada del Leocorno nella Valle di Follonica, raro esempio di spazio urbano non antropizzato, ed in un workshop ospitato dall’Associazione ActionBrick con la partecipazione dell’Associazione OdA32, alcuni studenti e il Prof. Claudio Pizzorusso dell’Università per Stranieri di Siena, l’Atelier del paesaggio ARscape, il collettivo artistico FareMenteLocale, ed alcuni rappresentanti dell’Associazione La Diana e dell’Associazione Le Mura.

Il periodo di residenza “invernale”, lontano dalla frenesia e dalla confusione che riempiono la città durante l’estate, ha permesso di scoprire il lato più intimo delle contrade, luogo di condivisione e reciproco conforto, dove la metafora paliesca, che sublima ogni tipo di rapporto nella città del palio, si gongola della vittoria, rimugina sulla sconfitta o prepara la riscossa.

Le residenze sono un momento di formazione di grande importanza per gli artisti perché riguarda l’analisi ed il lavoro sul campo, ma sono anche un momento di confronto diretto fra una comunità territorializzata ed un sentire artistico internazionale. Il periodo di residenza è finalizzato alla messa in atto di progetti artistici (esposizioni, workshop, seminari) sviluppati e realizzati con la partecipazione attiva delle comunità che hanno ospitato gli artisti. Le Contrade, sono perciò le chiavi di accesso all’attivazione di un rinnovamento che favorisca la vocazione proattiva e produttiva di una città e diffondere un modello di comunity building che possa realizzarsi anche su vasta scala come da tempo l’Europa si è prefissa di arrivare.
Il progetto si è svolto principalmente su un piano teorico, con l’ambizione di canalizzare le energie creative di un territorio per formare e attrarre nuovo pubblico che possa diventare esso stesso produttore di arte e cultura attraverso l’abitudine alle nuove forme contemporanee di cultura.
Questo a partire dalle giovanissime generazioni, grazie alla collaborazione dell’Associazione Oda32, che da tempo si occupa di formazione didattica sul territorio, che ha tenuto un laboratorio artistico bilingue insieme all’artista Namsal Siedlecki coinvolgendo 60 alunni della scuola elementare Giovanni Pascoli.

In questi due cicli di residenze gli artisti hanno avuto modo di accedere ai luoghi reali e mentali più intimi che distinguono le contrade e a tutto il complesso di valori e abitudini che le animano. Dalla visita al museo, alle cene con i contradaioli; dall’apprendimento di tecniche tradizionali con cui le bandieraie dipingono e cuciono le sete o le decorazioni delle campanine di Santa Lucia, alla consultazione degli archivi della contrada per rintracciare i momenti più importanti della propria storia sullo sfondo di quella universale. Tutti aspetti che stanno dietro al rito collettivo del palio e strutturano l’ethos di questa città, dove le contrade si assumono a modello di una sorta di coworking sociale basato sull’affezione solidale e la partecipazione responsabile.

L’approfondimento di temi tradizionali locali diventa materia per una lettura che coinvolge le nuove generazioni e diffonde un’identità culturale unica ma universalistica, sviluppando l’idea di un mecenatismo contemporaneo che si realizza attraverso le sinergie sul territorio, partendo principalmente dalle risorse culturali, umane e creative che animano questa città.

Il programma di residenze è curato da Stijn Maes (Mechelen, BE, 1980), curatore fiammingo che già da tempo collabora con l’Associazione Fuoricampo ed ha avuto modo più volte di entrare in contatto con il tessuto sociale della città grazie alla mediazione culturale offerta dalle associazioni coinvolte nel progetto che da sempre lavorano per favorire lo sviluppo e l’accessibilità del contemporaneo sul territorio senese.

Il progetto ITINERA, ideato dall’Associazione FuoriCampo, era già stato finanziato all’interno del progetto Siena Capitale della Cultura 2015 e ha continuato la sua attività tramite un gruppo di operatori culturali, Associazioni, artisti e architetti, come Culturing, OdA32, ActionBrick, FareMenteLocale e Arscape, membri del Tavolo di Arte e Architettura Contemporanea di Siena, per il bando della Regione Toscana per le attività del 2016.

Artisti partecipanti nel 2016:

– Lola Lasurt (Barcellona, ESP, 1985), vive e lavora tra Barcellona e Londra
– Agathe Rosa (Annecy, FR, 1987) vive tra Marsiglia
– Cleo Totti (Bastogne, BE, 1989) vive e lavora tra Liegi e Bruxelles
– Namsal Siedlecky (USA,1986) vive e lavora a Seggiano (Gr)

PARTE 2: Presentazione opere Ottobre 2017 – Contrada del Leocorno

Sabato 28 ottobre, nei locali della contrada del Leocorno, sono state presentate le opere di Agathe Rosa (Annecy, Fr 1987), la giovane artista che ha partecipato alla residenza nella contrada di Pantaneto organizzata nell’ambito del progetto Itinera, ideato dall’associazione Fuoricampo insieme all’associazione Culturing e sostenuto dalla Regione Toscana tramite il bando di TOSCANAINCONTEMPORANEA2017/ Giovanisì, realizzato all’interno del progetto “Atelier Techné” ideato e sviluppato dal Siena Art Institute.
L’artista francese ha avuto modo di frequentare la contrada in diversi periodi dell’anno, assaporando le atmosfere e le consuetudini che scandiscono la vita della comunità contradaiola – dall’euforia della cena della prova generale, al calore e l’intimità degli incontri prenatalizi – per restituire opere che segnano gli estremi di una dinamica assai profonda che riproduce costantemente se stessa e lega l’uomo al proprio ambiente, la città al suo territorio.
I soggetti delle rappresentazioni sono uniti dalle traiettorie di luce ed aria che segnano i profili della loro esistenza dove sembra non esistere distinzione fra elementi naturali ed antropici. La figura si perde nella forma, le geometrie sovrapposte e le forze che si generano danno spessore agli effetti architettonici della luce che delineano il paesaggio. Questo è forse uno degli aspetti che contraddistingue di più il lavoro di Agathe Rosa, l’indagine sulla rifrazione e sui fasci luminosi nella determinazione di un immaginario, non solo conseguenza dell’irradiazione, ma veri e propri soggetti relazionali e materia di cui si compongono le cose.
Il formato fotografico dei disegni imprime l’immagine di una memoria, il materiale di cui si costruisce la cultura, che alimenta le ipotesi del futuro e ammanta di poesia il ricordo del passato. Opere che assomigliano a un piccolo componimento poetico – un po’ come gli haiku della letteratura nipponica – in cui la suggestione di un luogo o di un momento affiora veloce come il brivido di comprendere di far parte di un universo e di poterne partecipare. Lavori che si contraddistinguono per l’immediata e sintetica affermazione di una presenza e che ribadiscono il concetto di cultura come consapevolezza. Agathe Rosa si muove perciò sulla soglia di un osservatore accorto, mantenendo una distanza focale di rispetto emotivo verso la comunità che l’ha accolta del tutto impreparata al calore e alla passione dei contradaioli che l’ha trascinata nell’entusiasmo dell’attesa.
“È un dittico di piccole viste su un mondo in cui le legge della fisica sono superate” ha dichiarato l’artista durante la presentazione alla contrada. “qui l’energia e il tempo diventano materia: una fine polvere volatile, che messa in movimento genera un paesaggio collinoso il cui orizzonte rimane sempre da disegnare”.
Le opere resteranno visibili nel Museo del Leocorno fino a tutto dicembre per poi trovare definitiva collocazione nella sede della contrada.

Con la presentazione di questi lavori si conclude una nuova tappa del progetto ITINERA che promuove la diffusione dell’arte e della cultura contemporanea attraverso l’indispensabile partecipazione delle contrade come veicolo di valori universali e consapevoli protagoniste di un confronto con il proprio tempo. Già la Giraffa, la Chiocciola e la Torre hanno partecipato con interesse ai programmi di residenza consapevoli della necessità di un dialogo con il contemporaneo non subito, ma condotto secondo le proprie specificità, e stimolare l’attitudine ad un mecenatismo diffuso che costituisca un piccolo “deposito d’arte attuale” per dare risalto alla vita culturale di tutta la città.

Report #02 ITINERA 2016

Competenze

Postato il

Marzo 21, 2016

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