LEROS, IL MIO VIAGGIO – PERCORSO FOTOGRAFICO DI ANTONELLA PIZZAMIGLIO

LEROS, IL MIO VIAGGIO – PERCORSO FOTOGRAFICO DI ANTONELLA PIZZAMIGLIO

LEROS, IL MIO VIAGGIO – PERCORSO FOTOGRAFICO DI ANTONELLA PIZZAMIGLIO

Per la memoria dei 200 anni dell’Ospedale Psichiatrico San Niccolò

Mostra dal 15 febbraio al 15 marzo 2018

Università degli Studi di Siena, Presidio ex O.P. “S. Niccolò”

all’interno della seconda edizione di

Siena Città Aperta – la cultura come strumento di benessere e di pace, promosso da Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Università di Siena

 Il 15 Febbraio 2018 presso l’ex O.P. San Niccolò di Siena si è inaugurato la mostra fotografica “LEROS, IL MIO VIAGGIO PERCORSO FOTOGRAFICO DI ANTONELLA PIZZAMIGLIO”, ispirata alla sua esperienza sull’isola greca che dagli anni ’50 ospitava un ospedale psichiatrico, considerato il peggiore di tutti i tempi. L’ospedale fu dismesso proprio grazie ad Antonella Pizzamiglio e al reportage da lei coraggiosamente realizzato nel 1989 all’interno della struttura.

“LEROS, IL MIO VIAGGIO” è stata presentata per la prima volta nel 2010 ed è stata proposta in varie occasioni e varie sedi in Italia, in Grecia e in altri paesi Europei. Nel 2017, a Trieste, è stata inaugurata la mostra permanente “LEROS Il mio viaggio” negli spazi del padiglione Z, luogo che vide svilupparsi il movimento di deistituzionalizzazione degli ospedali psichiatrici. A Siena la fotografa ha ideato un allestimento originale per il S. Niccolò. La mostra è composta da oltre 60 fotografie e ospiterà al suo interno anche un’installazione audio.

La mostra negli spazi dei “voltoni” del palazzo S. Niccolò è aperta al pubblico fino al 15 Marzo secondo gli orari di apertura del complesso del S.Niccolò (dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 19,30), l’ingresso è libero.

L’inaugurazione ha preso avvio con una tavola rotonda presso l’ex cappella del palazzo S.Niccolò, sita nell’atrio principale di ingresso alla struttura, moderata da Maria Cristina Addis dell’Università di Siena; Antonella Pizzamiglio ha parlato della sua esperienza, offrendo spunti per una riflessione sul destino e il recupero materiale e immateriale delle testimonianze degli ex ospedali psichiatrici in Italia e in Europa. Hanno preso parte alla tavola rotonda Carolin Angerbauer per Culturing e Massimiliano Coviello per il lavoro culturale. L’iniziativa è stata organizzata e curata dall’Associazione Culturing in collaborazione con il lavoro culturale, che portano avanti con questa proposta artistica e sociale un impegno iniziato alcuni anni fa.

La mostra è inserita all’interno della seconda edizione di Siena Città Aperta, festival promosso da Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Università di Siena.

LA STORIA

Leros è un’isola della Grecia, dal 1912 fu terra italiana, dove si costruì la più grande base navale del mediterraneo. Dagli anni ‘50, questa base militare con le sue caserme e i suoi padiglioni, è diventata sede di un ospedale psichiatrico che raccoglieva le eccedenze di ospedali simili greci. Tra gli anni ‘64 e ’66 si raggiunse la cifra di 3000 internati, rinchiusi nelle immense strutture, seguiti da un numero insufficiente di personale medico competente. Il tutto in un’isola che ha solo 64 kmq e oggi ottomila abitanti. La situazione degli internati, come ben si può immaginare, non era affatto dignitosa: uomini e donne abbandonati a se stessi nella sporcizia, in condizioni igieniche disumane, fuori dal mondo e da qualsiasi sano rapporto sociale, il tutto tenuto in segreto.

Nel 1989 approda sull’isola greca Antonella Pizzamiglio e immortala con la sua macchina fotografica l’orrore che si svolge all’interno della struttura. Le immagini fissate nelle fotografie denunciano la situazione di emergenza del luogo e vengono presentate al convegno mondiale di psichiatria tenutosi ad Atene lo stesso anno. L’orrore di Leros diviene di dominio pubblico e nasce, finalmente, l’obbligo e la necessità di intervenire. Nel 1990 prende, così, avvio un progetto finanziato dalla comunità europea, per intervenire e cambiare le condizioni di assistenza psichiatrica nell’isola.

LA MOSTRA

La mostra presenta oltre 60 fotografie divise in 4 sezioni, la testimonianza di un viaggio iniziato nel 1989 e non ancora concluso. La prima sezione è rappresentata da LEROS IERI (1989),  reportage realizzato nel 1989 all’interno del manicomio dell’isola greca del Dodecaneso, dove le foto non raccontano la follia degli internati, ma la follia dell’uomo, capace di trattare con orrore i suoi simili, denunciando i danni che una società può compiere. La seconda sezione è LEROS OGGI – per dare un nome e una dignità che in passato non c’erano (2011), foto scattate a distanza di tempo sempre a Leros, dove la fotografa ha incontrato alcuni ex degenti e ha potuto testimoniare come sono le loro vite oggi. La terza sezione, LA VERGOGNA DELL’ABBANDONO – le strutture e il senso di vergogna di un passato ancora presente (2011), è dedicata agli spazi abbandonati di alcuni ex O.P. in Italia. Infine la quarta sezione,  L’ISOLA DEI PROFUGHI  (2016) rappresenta la documentazione di una ulteriore visita di Antonella Pizzamiglio alla struttura greca, divenuta adesso un centro di accoglienza per i migranti che attraversano il Mediterraneo.

“Alla fine degli anni Ottanta una giovane fotografa sufficientemente sprovveduta, adeguatamente incosciente per essere in grado di infilarsi in luridi meandri di un lager insulare ruba cento scatti all’omertà, al nascondimento, alla vergogna di un paese, di una cultura, di una professione”. (Franco Rotelli, prefazione libro “LEROS, IL MIO VIAGGIO”, 2015)

Più info sul percorso fotografico e su Antonella Pizzamiglio: http://www.artestudiofoto.com/antonella_pizzamiglio_leros_anche_il_nulla_ha_un_nome-p500

Link al libro fotografico della mostra:  http://www.antonellapizzamiglio.it/leros_il_mio_viaggio-g631

Breve biografia di Antonella Pizzamiglio

Nata a Casalmaggiore nel 1966, fotografa di professione, segue il suo percorso evolutivo e professionale associando la fotografia alla “magia del vivere”. Ha lavorato nel cinema con personaggi del calibro di Marcello Mastroianni e Francesca Archibugi e nel teatro per il Festival dei due Mondi di Spoleto e per il teatro Due di Parma. Ha poi abbracciato il Progetto “La fotografia oltre la ragione”, che l’ha vista impegnata per ben 4 anni presso l’allora Ospedale Psichiatrico di Trieste al seguito del Prof. Franco Rotelli. La mostra è il portato di questa esperienza che ha segnato la sua vita e il suo percorso professionale. Oggi è titolare di Artestudio, fondata nel 1996.

Sull’artista: http://www.artestudiofoto.com/antonella_pizzamiglio_antonella_pizzamiglio-p279

Riconoscimenti ottenuti:

1990 – Riconoscimento del World Press Photo

1992 – 1° Premio Concorso Fotografico Nazionale

1993 – 1° Premio al Concorso fotografico Nazionale “I colori della Pelle”

2008 – Segnalazione speciale al Premio della Qualità Creativa in Fotografia Professionale

2009 – Menzione d’onore -sezione giornalismo d’approfondimento al Premio Qualità creativa in Fotografia Professionale

2009 – Segnalazione al Top Applications Award Fedrigoni

2009 Artista Digigraphie by Epson, marchio di validazione oggi unico al mondo a livello internazionale per la produzione e riproduzione di opere d’arte in serie limitata con gli strumenti

della tecnologia digitale e la garanzia di eccellente qualità e lunga durata.

2011- AWARD al F.I.O.F. Internazionale

2012- Menzione Speciale alla fotografia – Premio Tubifal – ARTE CREMONA -11/13 febb.

2012- 3 Awards Argento e 1 Award bronzo al F.I.O.F Sezione Ricerca

 

Competenze

Postato il

marzo 6, 2018